Vietato vietare: erotismo e censura è un progetto foto-grafico di Nicola Loviento e Silvano delli Carri.

Señálame mi camino en tu arco de esperanzas y lanzaré en delirio mi bandada de flechas.

Parole che fendono l’aria e si conficcano nella carne: ogni verso si fa lama, tocco, scossa. Intorno al corpo nudo, i frammenti della poesia V di Pablo Neruda, parte di «Veinte poemas de amor y una canción desesperada» si dispongono come colpi precisi, scrittura che diventa gesto fisico, affondo sensuale. Il bianco e nero domina la scena, ma non la raffredda: i colori – arancio, corallo, prugna, ardesia – affiorano come pulsazioni, macchie emotive, risonanze interiori. Lo sguardo dello spettatore è invitato a vagare tra superfici e parole, inseguendo una tensione che è insieme desiderio, resa e ferita. Un’opera che non concede spiegazioni, ma si offre come esperienza visiva ed emotiva, sospesa tra silenzio e sovraccarico.

PABLO NERUDA (1904-1973), pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, tra le voci più celebri della letteratura del XX secolo. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1971, è noto per le sue poesie d’amore, come «Venti poesie d’amore e una canzone disperata», e per l’impegno politico. Comunista convinto, fu senatore e sostenitore di Salvador Allende. La sua opera spazia dall’intimo al sociale, celebrando la natura, l’amore e la giustizia. Morì pochi giorni dopo il colpo di Stato in Cile del 1973, in circostanze ancora controverse.
VEINTE POEMAS DE AMOR Y UNA CANCIÓN DESESPERADA
¡Ah vastedad de pinos, rumor de las olas quebrándose,
lento juego de luces, campana solitaria, crepúsculo que cae en tus ojos,
muñeca caracol terrestre, en ti canta la tierra!
En ti cantan los ríos y en ellos mi alma huye
como tú deseas y hacia donde tú quieras.
Señálame mi camino en tu arco de esperanzas
y lanzaré en delirio mi bandada de flechas.
VENTI POESIE D’AMORE E UNA CANZONE DISPARATA
Ah vastità di pini, rumore d’onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria, crepuscolo che cade nei tuoi occhi,
bambola chiocciola terrestre, in te la terra canta!
In te i fiumi cantano e in essi l’anima mia
fugge come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranze
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.
font
Futura
Futura è un carattere sans-serif geometrico progettato da Paul Renner nel 1927, simbolo di modernismo, funzionalità, chiarezza e razionalità visiva.
palette colori

– nero, bianco, grigio ardesia, arancio chiaro, corallo scuro, prugna profondo
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