Vietato vietare: erotismo e censura è un progetto foto-grafico di Nicola Loviento e Silvano delli Carri.

Libera, prima o poi sarò libera.

Un corpo che si fa bandiera, un gesto che rompe il silenzio imposto. In quest’opera, l’erotismo non è ornamento ma linguaggio, dichiarazione di libertà. Le parole della canzone «della mia fica farò una bandiera che brillerà nella notte nera» si intrecciano con le immagini, traducendosi in un inno alla forza del desiderio, al coraggio di mostrarsi senza pudore. Nero e oro si fondono in un ritmo visivo che è allo stesso tempo seduzione e resistenza: la pelle diventa territorio politico, la sensualità un grido che rivendica dignità e spazio. Qui il corpo femminile non è oggetto, ma soggetto che parla, si espone, reclama il proprio diritto a splendere anche nel buio. Ogni riflesso diventa scintilla di emancipazione, ogni ombra un confine che si incrina. L’opera si offre come manifesto poetico e sensuale: un invito a riconoscere nel desiderio una forma radicale di libertà.

GIULIA MEI Al secolo Giulia Catuogno, classe 1993, è una cantautrice e pianista originaria di Palermo, ora residente a Milano. Laureata in pianoforte e didattica della musica, fonde influenze classiche con cantautorato francese e genovese, in un raffinato indie‑pop. Nel 2019 pubblica l’album d’esordio «Diventeremo Adulti», finalista alle Targhe Tenco, e apre per Roberto Vecchioni dopo il successo a Musicultura. Il singolo «Bandiera» (2023), esplosivo in radio e su Spotify, diventa inno femminista e viral su TikTok, vince il Premio Critica a Voci per la Libertà – Amnesty International 2024, e consacra Giulia alle audizioni di X Factor 2024.

«Bandiera l’ho scritta per me, l’ho scritta una sera che tornavo a casa e ho avuto paura, sentivo che qualcuno mi stava seguendo. L’ho scritta perché, conti alla mano, da quanto sono a questo mondo ho ricevuto credo centinaia di insulti, abusi, molestie di persona e via web, per via delle mie scelte, per via del mio corpo, per via della donna che ero, che sono, che vorrei essere, e so che ancora tantissimi ne arriveranno. Bandiera è qui perché, e di questo mi vergogno un bel po’, a volte la mia femminilità l’ho vissuta come un macigno, come uno stigma. L’ho scritta perché credevo di essere libera e non lo sono. Perché so benissimo che questa libertà post-moderna in plexiglass non mi protegge, non mi ha protetta mai, e fin quando non mi sentirò al sicuro da tutti i tipi di violenza, io non sarò libera.»
BANDIERA
Libera, voglio essere libera
Di non portare o portare un velo
Truccarmi tantissimo
Non depilarmi per mesi, per anni
Libera, voglio essere libera
Di uscire la sera, tornare da sola
Senza la paura
Persino del tipo della spazzatura
Di fare un figlio anche a quarant’anni
Di divorziare, poi risposarmi
Amare un uomo con dieci anni in meno
Che mi vuole bene, bene davvero
Fare l’amore, girare un porno
Cambiare letto pure ogni giorno
E di morire come mi pare
Non massacrata da un criminale
Non dalle pietre di un titolista
Né dalle carte di un penalista
Dai timorati figli di Dio
Che sputano merda e premono invio
Sputano merda e premono invio
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
Della mia fica farò moneta
O simulacro di nuova vita
Delle mie mani farò cantieri
O fragilissimi tulipani
Della mia vita farò una bandiera
Che brillerà nella notte scura
Della mia vita farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia fica farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia fica farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia fica farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia fica farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia fica farò una bandiera)
Libera, prima o poi sarò libera
Quando la guerra sarà finita
Ritorneremo tutte alla vita
font
Surgena
È un font sans-serif di Hellodigitypestudio moderno che unisce eleganza minimalista a forme geometriche pulite e precise.
palette colori

– nero, bianco, oro
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