
«Vietato vietare: erotismo e censura» è un percorso visuale e culturale che mette in discussione le restrizioni attuali sulla rappresentazione del corpo e del desiderio, opponendosi con decisione alla censura diffusa nei media digitali e sui social network. Tenutasi dal 4 al 16 settembre c/o il FotoCineClub di Foggia, la mostra si propone come un gesto di resistenza e una celebrazione della libertà di espressione, in cui l’erotismo emerge nella sua forma più genuina, lontano dagli stereotipi estetici imposti dall’industria e dalla società contemporanea.
Tredici poster, firmati dal fotografo Nicola Loviento e dal grafico Silvano delli Carri, rappresentano un incontro originale tra fotografia, grafica e letteratura. Le immagini ritraggono corpi autentici — donne comuni di ogni età, con le loro storie e imperfezioni vissute con fierezza — accompagnati da citazioni di autori come Charles Bukowski, Anaïs Nin e Erica Jong, Pablo Neruda, Giulia Mei e Guido Crepax, che hanno indagato la dimensione dell’erotismo e la libertà di espressione. Questi scatti narrano la dignità del corpo femminile nella sua completezza, sfidando i consueti canoni estetici con rughe, smagliature, curve e desideri reali.
Ogni poster della mostra ospita un QR code che permette di accedere ad approfondimenti come la biografia dell’autore, i testi originali con traduzione, i colori e i font utilizzati, oltre agli scatti integrali di Nicola Loviento senza alcuna elaborazione grafica. Contenuti che sono ora disponibili anche su questa pagina web.
Per l’occasione è stata stampata una fanzine che raccoglie i poster, gli scatti originali, nonché alcune testimonianze e testi che raccontano il progetto in modo più intimo e coinvolgente.
Inoltre, nella sala di posa adiacente a quella espositiva, spazio tradizionalmente utilizzato da Nicola Loviento per le sue sessioni fotografiche, è stato proiettato un video in formato slideshow composto da 90 fotografie. Questo materiale include molti scatti che non hanno trovato spazio nella selezione finale della mostra, offrendo così ai visitatori un’ulteriore esperienza immersiva e momenti di riflessione più profondi.
L’erotismo qui non è mai ridotto a mera apparenza o merce da consumare. È piuttosto un linguaggio fragile e potente, estetico ed emotivo, che invita a guardare la realtà della nudità e del desiderio senza filtri o ipocrisie. La mostra denuncia come la censura, spesso mascherata da pudore o regole, finisca col celare non solo il corpo, ma la libertà stessa di raccontare storie di bellezza imperfetta e di intensa sensualità.
La fusione tra fotografia e grafica, supportata da riferimenti letterari e musicali, trasforma ogni opera in un’esperienza multisensoriale. Una playlist accompagna l’esposizione, includendo brani presenti nei poster, con artisti come Giulia Mei, Kae Tempest e Florence Welch, insieme a tracce dedicate agli autori come Debussy, Bauhaus, The Doors, U2 e altri. Questo intreccio di arti coinvolge lo spettatore in un dialogo profondo sul tema della libertà e della resistenza culturale, invitandolo a riflettere sul diritto di vedere, scegliere e sentire in un’epoca in cui è più tollerata la violenza che l’erotismo.
L’autenticità delle immagini trasmette un messaggio coraggioso: la bellezza non è quella patinata delle riviste o dei social network, ma quella vissuta, fatta di corpi veri e storie personali. La mostra è un richiamo a riconoscere la sovranità del corpo come simbolo di libertà, sfidando la mercificazione e le imposizioni culturali che da sempre negano alle donne il diritto di essere semplicemente sé stesse.
L’intento di questa esposizione non è di scandalizzare, ma di aprire uno spazio di visione e di riflessione critica, restituendo al corpo e al desiderio la loro ricchezza emotiva, poetica e artistica. In questo senso, «Vietato vietare» diventa non solo una mostra, ma un manifesto per una nuova coscienza culturale, che celebra l’erotismo come atto di bellezza, resistenza e vita.

«Vietato vietare: erotismo e censura» è un percorso visuale e culturale che mette in discussione le restrizioni attuali sulla rappresentazione del corpo e del desiderio, opponendosi con decisione alla censura diffusa nei media digitali e sui social network. Tenutasi dal 4 al 16 settembre c/o il FotoCineClub di Foggia, la mostra si propone come un gesto di resistenza e una celebrazione della libertà di espressione, in cui l’erotismo emerge nella sua forma più genuina, lontano dagli stereotipi estetici imposti dall’industria e dalla società contemporanea.
Tredici poster, firmati dal fotografo Nicola Loviento e dal grafico Silvano delli Carri, rappresentano un incontro originale tra fotografia, grafica e letteratura. Le immagini ritraggono corpi autentici — donne comuni di ogni età, con le loro storie e imperfezioni vissute con fierezza — accompagnati da citazioni di autori come Charles Bukowski, Anaïs Nin e Erica Jong, Pablo Neruda, Giulia Mei e Guido Crepax, che hanno indagato la dimensione dell’erotismo e la libertà di espressione. Questi scatti narrano la dignità del corpo femminile nella sua completezza, sfidando i consueti canoni estetici con rughe, smagliature, curve e desideri reali.
Ogni poster della mostra ospita un QR code che permette di accedere ad approfondimenti come la biografia dell’autore, i testi originali con traduzione, i colori e i font utilizzati, oltre agli scatti integrali di Nicola Loviento senza alcuna elaborazione grafica. Contenuti che sono ora disponibili anche su questa pagina web.
Per l’occasione è stata stampata una fanzine che raccoglie i poster, gli scatti originali, nonché alcune testimonianze e testi che raccontano il progetto in modo più intimo e coinvolgente.
Inoltre, nella sala di posa adiacente a quella espositiva, spazio tradizionalmente utilizzato da Nicola Loviento per le sue sessioni fotografiche, è stato proiettato un video in formato slideshow composto da 90 fotografie. Questo materiale include molti scatti che non hanno trovato spazio nella selezione finale della mostra, offrendo così ai visitatori un’ulteriore esperienza immersiva e momenti di riflessione più profondi.
L’erotismo qui non è mai ridotto a mera apparenza o merce da consumare. È piuttosto un linguaggio fragile e potente, estetico ed emotivo, che invita a guardare la realtà della nudità e del desiderio senza filtri o ipocrisie. La mostra denuncia come la censura, spesso mascherata da pudore o regole, finisca col celare non solo il corpo, ma la libertà stessa di raccontare storie di bellezza imperfetta e di intensa sensualità.
La fusione tra fotografia e grafica, supportata da riferimenti letterari e musicali, trasforma ogni opera in un’esperienza multisensoriale. Una playlist accompagna l’esposizione, includendo brani presenti nei poster, con artisti come Giulia Mei, Kae Tempest e Florence Welch, insieme a tracce dedicate agli autori come Debussy, Bauhaus, The Doors, U2 e altri. Questo intreccio di arti coinvolge lo spettatore in un dialogo profondo sul tema della libertà e della resistenza culturale, invitandolo a riflettere sul diritto di vedere, scegliere e sentire in un’epoca in cui è più tollerata la violenza che l’erotismo.
L’autenticità delle immagini trasmette un messaggio coraggioso: la bellezza non è quella patinata delle riviste o dei social network, ma quella vissuta, fatta di corpi veri e storie personali. La mostra è un richiamo a riconoscere la sovranità del corpo come simbolo di libertà, sfidando la mercificazione e le imposizioni culturali che da sempre negano alle donne il diritto di essere semplicemente sé stesse.
L’intento di questa esposizione non è di scandalizzare, ma di aprire uno spazio di visione e di riflessione critica, restituendo al corpo e al desiderio la loro ricchezza emotiva, poetica e artistica. In questo senso, «Vietato vietare» diventa non solo una mostra, ma un manifesto per una nuova coscienza culturale, che celebra l’erotismo come atto di bellezza, resistenza e vita.





















